Programma per la segreteria cittadina di Pavia

 



Leggere la contemporaneità e progettare il futuro

 

Il partito democratico nasce con l’obiettivo di cambiare e modernizzare l’Italia. Ridare senso alla parola democrazia, ridare voce e speranza al popolo del centrosinistra, offrire al paese una chiara alternativa alla destra.

Punto di partenza non può che essere l’analisi, la comprensione ed infine la capacità di affrontare i grossi temi posti dalla nostra società.

Società che si presenta complessa, piena di contraddizioni, caratterizzata da un capitalismo iperliberistico, iperconsumistico, vorace, avvolgente, mite all’apparenza e seducente. Che punta tutta la sua energia al presente reprimendo ogni volontà di occuparsi di prospettive, di futuro; lasciando spazio solo all’urgenza o all’emergenza, difetto tutto italiano acuito dallo spirito dei nostri giorni. La crisi economica che ci ha travolto ne evidenzia tutti i limiti e la pericolosità.

Vanno inquadrati e decifrati temi cruciali come: l’esplodere del fattore etnico nella politica, il dilagare dell’immigrazione clandestina di massa in tutta l’Europa, il fondamentalismo, il terrorismo e l’islamismo , la catastrofe ecologica e demografica, la rivoluzione digitale, la posizione di Europa e USA nel mondo rispetto a nuove potenze come Cina, India, Brasile, la violenza urbana, le profonde trasformazioni sociali e del mondo del lavoro, la crisi della scuola e  dell’educazione. La necessità di legalità e di sicurezza. Solo per citarne alcuni.

In questo sfondo si è affermata a livello mondiale e in Italia una neo destra a tratti inedita rispetto al passato che va interpretata nei suoi punti di forza e debolezza. In Italia la neodestra assume il volto di Silvio Berlusconi.

Il berlusconismo è populista, ama ripetere: “Siamo stati votati dal popolo”, “il popolo lo vuole” per giustificare leggi abusive o plateale inosservanza di norme e restrizioni. E’ profondamente antipolitica e rifiuta le tradizioni, il linguaggio e le regole della vita politica e anche delle istituzioni. E’ fondamentale capire uno dei suoi assunti di base: con l’avversario non si negozia o si finge di negoziare, invece lo si deplora fino al dileggio.

Usa tecniche incruenti ma devastanti: isolamento professionale, denigrazione e dileggio attraverso i media, induzione di danno economico, persecuzione giudiziaria, emarginazione politica, oscuramento mediatico, non distrugge: impedisce di nascere.

Il Berlusconismo appare ultraconservatore anche in campo morale ma poi ha come suoi valori pubblici più importanti l’arricchimento e il successo personale affermati e propagandati in ogni momento.

Disprezza la cultura, la ricerca e tutte le attività intellettuali. Vuole apparire moderno, vitale, giovane (anche se governato da persone molto anziane) e pieno di energia, affabile e festoso, alla moda. I suoi tratti vanno compresi perché appaiono in grande sintonia con molti tratti della nostra contemporaneità. Non si spiegherebbe altrimenti, non solo in Italia, il successo che riscuote.

Per ridare senso alla parola democrazia, ridare voce e speranza al popolo del centrosinistra e offrire al paese una chiara alternativa a questa destra il partito democratico deve avere molta ambizione. Non solo avere l’obiettivo di governare e gestire le cose pubbliche di questo o quel paesello o provincia o regione per periodi più o meno lunghi.

Deve rifiutarsi di scivolare nel pragmatismo politico privo di valori, di principi, di motivazioni etiche nel deserto culturale e morale che è la politica pura: darsi alle nomine, alle poltrone, agli apparati, al disperato sforzo di perpetuarsi, di persistere, diventando accomodante con i propri principi, pronto a conciliazioni diverse e non esclusive rispetto alla neodestra berlusconiana.

Il partito democratico deve avere l’ambizione di elaborare un patrimonio di idee e di valori condivisi che costituiscano la mentalità collettiva, speranze che ancora possano appassionare milioni di persone.

L’Idea che si possa riuscire ad intrecciare una riduzione delle disegualianze con benessere, solidarietà, istruzione e libertà. Il partito democratico deve avere l’autorità che gli deriva dall’elaborare dati sull’avvenire, concepire piani e progetti e abbandonare la politica del brevissimo termine.

Ritrovare assolutamente la fermezza che appartiene alla sua tradizione. Avere come ruolo nella modernità non quello di creare fratture ma di costruire.

Abbandonare ogni indisponente atteggiamento di superiorità e autoreferenzialità,  recuperare umiltà.

Abbandonare la dottrina e la pratica del politically correct nel linguaggio, questa tendenza ha portato a rendersi incomprensibili ai nostri concittadini per far spazio a denominazioni che non offendessero nessuno ma che alla fine hanno infastidito il comune buon senso. Sono necessari messaggi e parole chiare, trasparenti, dirette.

Abbandonare un atteggiamento passivo e ottuso di buonismo e di accettazione impotente di fronte ai nuovi scenari sociali per cui se qualcosa non va si aggiusterà con il tempo evitando così di prendere posizioni anche decise per correggere i nuovi fenomeni sociali

La strada è lunga e richiede ancora molto tempo, ma è stata imboccata nel verso giusto.

Norberto Bobbio ci ricorda come: “Il cammino della democrazia non è un cammino facile. Per questo bisogna essere continuamente vigilanti, non rassegnarsi al peggio, ma neppure abbandonarsi ad una tranquilla fiducia nelle sorti fatalmente progressive dell’umanità (…). La differenza tra la mia generazione e quella dei nostri padri è che loro erano democratici ottimisti. Noi siamo, dobbiamo essere, democratici sempre in allarme.”

 

La città di Pavia

 

La nostra città non è certo immune dalle problematiche del nostro tempo come è drammaticamente sotto gli occhi di tutti.

Pavia oggi risente della grave crisi economica che investe il nostro paese e che tende ad impoverire fasce sempre più estese di popolazione alle quali va garantita  tutela, accoglienza e risposta ai loro bisogni. In questo contesto Pavia deve mettere in atto alcune azioni decisive per il proprio rilancio.

M piacerebbe lavorare per una Pavia viva, accessibile, sostenibile, sociale.

Penso a una città che valorizzi le sue eccellenze, che sappia puntare sull’innovazione tecnologica, scientifica e sanitaria, attraverso una politica decisa di investimento sulle sue migliori qualità.

Dobbiamo puntare su politiche di sostegno per l’ambiente in modo sistematico e continuativo quali il potenziamento della raccolta differenziata e la promozione di interventi volti all’impiego di energie rinnovabili. Con  particolare attenzione alla qualità dell’aria, al decoro ed alla pulizia della città, alla valorizzazione delle aree verdi e agli spazi per i bambini e gli anziani.

La riqualificazione della città è un punto fondamentale. Alcune aree in particolare devono essere valorizzate in un progetto che ci possa permettere di puntare anche sulla dimensione turistica della nostra città, una città d’arte.

Credo che la sicurezza -condizione necessaria per la vita dei cittadini- si rafforzi in primis con la coesione sociale, creando alleanze e sostegno, non scontro e divisione, per questo perseguiremo l’integrazione di tutti i cittadini che vivono il nostro territorio.

Va studiato un programma di sostegno e aiuto alle giovani famiglie residenti e ai pendolari attraverso un solido progetto di investimento in servizi alla persona, asili e piani per favorire la mobilità. Incrementeremo i posti per il parcheggio delle biciclette e dei motorini in centro.

Dobbiamo puntare sui giovani promuovendo più attività sociali, incentivando l’accoglienza per una fondamentale risorsa economica della città: gli studenti universitari.

Pensare ad un serio programma per gli impianti sportivi prevedendo spazi per il livello amatoriale e quello agonistico, potenziando innanzitutto gli impianti esistenti. Senza dimenticare gli anziani, le loro esperienza con politiche di aiuto alle famiglie che li ospita e a quelli che vivono da soli.

Avere particolare attenzione per la cultura.

Pavia deve puntare sull’attrazione di attività lavorative ad alto reddito, come quelle delle piccole/medie imprese di innovazione tecnologica e di ricerca biomedica, facilitandone in ogni modo l’insediamento, fornendo infrastrutture di comunicazione, trasporti e servizi. Così si innescherà anche una nuova domanda di residenze di qualità e servizi al cittadino, trovando spazio per uno sviluppo dell’indotto.

Dobbiamo porre tra i nostri primi obiettivi l’interazione con Università e Policlinico, soggetti trainanti per l’economia e l’occupazione pavese. Promuovere un tavolo per affrontare il progetto della Pavia del Futuro delineando le scelte urbanistiche e di sviluppo che tracceranno il futuro della città.

Dobbiamo puntare sul contenimento del consumo del suolo, sulla qualità dell’abitare, sull’efficienza energetica, in strettissimo rapporto con le scelte della mobilità urbana ed extraurbana nella direzione di rendere competitivi il trasporto pubblico di qualità elevata e la mobilità pedonale e ciclabile, con percorsi pedonali e piste ciclabili per chi l’auto non la vuole usare; con meno automobili nelle sue zone centrali e un traffico sostenibile in periferia. Spazi di incontro e di svago per favorire l’incontro fra le persone e la loro socializzazione. Facilitazioni per le aziende di innovazione tecnologica, destinazioni miste nella maggior parte delle aree per evitare i quartieri-dormitorio, attenzione alle periferie.

 

 

Il Partito Democratico in città

 

Ho sempre creduto e continuerò a credere in un partito aperto e plurale, che si muova su piani orizzontali e non su livelli verticali,  senza un leader che comandi e senza correnti di potere ma come una comunità di persone che collaborano avendo a cuore il bene della nostra città.

Voglio un partito che sia organizzato in modo efficiente e radicato sul territorio, che offra spazi ufficiali e trasparenti in cui discutere e prendere le decisioni, perché solo così potremo contribuire tutti insieme a costruire i presupposti per vincere la prossima sfida elettorale cittadina, dopo aver vinto quella  delle provinciali nel 2011.

Un partito che sappia preparare per tempo le sfide che lo attendono senza la insopportabile fretta dell’ultimo momento. Capace di conoscere, di coinvolgere e di decidere.

Per quanto mi riguarda, in quest’ultimo anno e mezzo ho cercato di costruire un partito capace di dare voce a tutte le istanze, favorendo processi decisionali il più partecipati possibili e promuovendo l’innovazione nel metodo e nelle persone e se ci sono riuscito è stato grazie all’aiuto dei circoli, dell’assemblea, degli iscritti e dell’esecutivo cittadino.

Gli obiettivi che ci poniamo ci impongono una organizzazione chiara e trasparente quanto funzionale.

I circoli: grazie al loro aiuto abbiamo gettato le fondamenta del radicamento nei quartieri. La scelta fatta a fine 2007 d’istituire 5 circoli a Pavia città si è rivelata non solo fondamentale, alla luce della successiva soppressione dei consigli circoscrizionali, ma pure molto costruttiva, visto che i circoli del PD stanno diventando di fatto il principale riferimento per i cittadini, come centro di controllo e di discussione sui provvedimenti dell’amministrazione cittadina.

Un ruolo, quello dei circoli, che va quindi ulteriormente potenziato, per aumentare la capacità d’ascolto del partito e, con questa, avvicinare al PD sempre più cittadini.

Assemblea cittadina: è costituta dai coordinatori , dai segretari eletti nei 5 circoli di Pavia (centro, nord, nordest, ovest, est) e dai consiglieri comunali iscritti al partito. E’ il cuore pulsante del partito, l’organo che andrà riunito spesso per definire le linee di azione politica e le posizioni del partito cittadino sulle varie tematiche.

Sarà necessario riunire più volte all'anno anche tutti gli iscritti di Pavia in seduta plenaria più per ascoltare che per proporre.

Il gruppo consiliare che è uscito dalle scorse amministrative è forte, coeso, ricco di competenze, come dimostra la forte opposizione che sta portando avanti in aula col suo capogruppo, Francesco Brendolise, che ringrazio e a cui non dobbiamo far mancare il nostro supporto.

Da questo punto di vista nettamente positiva è stata la collaborazione con il gruppo consiliare di Democrazia e Solidarietà - Pavia Per Albergati guidato da Antonio Sacchi che ringrazio per l’azione che sta svolgendo.

La comunicazione rivestirà un ruolo fondamentale e sarà portata avanti da un laboratorio della comunicazione istituito ad hoc.

E’ assolutamente necessario agire su più livelli comunicativi.

Primo aspetto è quello  della comunicazione interna che avrà sempre più lo scopo di far circolare le idee, le iniziative di tutte le componenti del partito cittadino. Coinvolgendo circoli, gruppo consiliare, membri dell’assemblea, iscritti e simpatizzanti, nel modo adeguato ai vari livelli in pieno spirito di condivisione; da una parte informando dall’altra raccogliendo informazioni, suggerimenti, idee, criticità.

Secondo aspetto è la comunicazione esterna, con un’azione più squisitamente rivolta a informare, a pubblicizzare, a far  conoscere le nostre idee ed iniziative.  

Va potenziato quello che è diventato un po’ il nostro organo di stampa ufficiale, ovvero il sito corsocavour.it, che difatti sta attirando sempre più “naviganti”.

Va messa in campo e potenziata una attenta gestione delle notizie e dei comunicati alla stampa locale, che sempre più spesso ospita gli interventi di molti di noi, a dimostrazione del fatto che sta crescendo l’interesse nei nostri confronti.

Pensare ed organizzare campagne d’informazione e di ascolto promosse in città, tra i cittadini.

Da molto si sente poi l’esigenza di mettere in campo uno strumento di informazione tipo “bollettino del partito” che possa raggiungere le periferie e tutte la persone che non hanno confidenza con la rete. Per raggiungere tale obiettivo dovranno essere reperite risorse umane ed economiche notevoli.

La conoscenza dei problemi della città e la riflessione sulle soluzioni da dare, insieme alla discussione su temi più generali andrà portata avanti con la creazione di gruppi di lavoro specifici.

E’ mia intenzione mettere in campo un ufficio che si occupi della tesoreria, della logistica, degli iscritti, dei votanti delle primarie e della festa del PD a Pavia.

La segreteria del PD cittadino avrà il compito di attuare le linee politiche decise dall’assemblea cittadina.

Sarà costituita dai coordinatori dei cinque circoli, dal capogruppo in consiglio comunale e dal responsabile dei giovani di Pavia e da altri persone con capacità operative che mi affiancheranno nell’opera di attuazione delle politiche del partito.

Uno dei difetti del partito a tutti i livelli è la grave incapacità di uscire dai propri steccati e dalle proprie, pur necessarie, ritualità. Non basta neppure il tanto sbandierato contatto con la società civile e i cittadini. Nella nostra società i cittadini sono spesso aggregati in associazioni, gruppi, formazioni che li vedono operare nel sociale a vari livelli. Con questi gruppi e sottoinsiemi della società è necessario avviare da subito collaborazioni, mettendo in evidenza ciò che ci unisce e lavorando con il tempo su quello che ci divide. Con il tempo e non un mese prima della tornata elettorale.

Credo che il dialogo vada non solo favorito ma allargato ancora più di quanto io abbia già fatto avviando rapporti di collaborazioni con tutti i partiti del centrosinistra pavese e con molte delle realtà associative presenti sul territorio.

Ho cercato di avviare un percorso di questo tipo con varie iniziative: ricordo il comitato in difesa della scuola, le iniziative sulla libertà di stampa e sul processo breve che hanno visto la partecipazione di tutti partiti del centrosinistra e di molte associazioni culturali e giovanili della città.

Proprio perché credo in un partito come questo ho deciso di ricandidarmi alla segreteria cittadina di Pavia,  con lo stesso entusiasmo con cui continuerò a impegnarmi quotidianamente per il mio partito, il Partito Democratico.

 

 

 

 

Antonio Maria Ricci